2008/10/26

RASSEGNA STAMPA OTTOBRE 2008

24 ottobre 2008 Terra del Sole: 'Partecipazione democratica' ringrazia l'Amministrazione (romagnaoggi.it)

17 ottobre 2008 Castrocaro: Open Day, domenica speciale per ragazzi e famiglie (romagnaoggi.it)

17 ottobre 2008
Open Day, una Domenica speciale per ragazzi e famiglie (quotidiano del nord) (no commnet)

16 ottobre 2008 Terra del Sole: da Roma la buona notizia, ecco il finanziamento per le mura medicee
(romagnaoggi.it) (il nostro commento)

16 ottobre 2008
Mura medicee di Terra del Sole, pressing a Roma per salvare il finanziamento (quotidiano del nord) (il nostro commento)

15 ottobre
Incontro con i cittadini: la giunta di Castrocaro racconta un 2008 da amministratori (quotidiano del nord) (no comment)

15 ottobre 2008 Castrocaro: il Comune incontra i cittadini, "ecco le attività del 2008" (romagnaoggi.it) (no comment)

14 ottobre 2008 Comune Castrocaro: l’Ufficio Anagrafe apre il sabato mattina (quotidiano del nord) (no comment)

14 ottobre 2008 Castrocaro: l’Ufficio Anagrafe apre il sabato mattina (romagnaoggi.it) (no comment)

13 ottobre 2008 Castrocaro: operatrici di quartieri, prime visite agli over 85
(romagnaoggi.it) (no comment)

1 ottobre 2008 Opere di bonifica in E-R, 45 mila euro a Castrocaro Terme (quotidiano del nord) (no comment)

1 ottobre 2008 Castrocaro: dalla Regione 45mila euro per ripristino opere idrauliche Rio Sorgara (romagnaoggi.it) (no comment)


2008/05/07

adesso decidono i cittadini

2008/02/18

Elezioni? Una proposta della Rete dei Nuovi Municipi

Anche se questa proposta era già stata formulate dalla Rete dei Nuovi Municipi per le elezioni amministrative del 2006 ... visto che si tratta di argomenti tutt'ora attuali perché in gran parte disattesi sia dalle amministrazioni locali sia dal governo centrale, ci sembra doveroso riproporla nella sua interezza come base di discussione per una "campagna elettorale" alternativa in vista delle elezioni politiche anticipate del 13 e 14 aprile prossimi ....


1. Promuovere la democrazia partecipativa, le pari opportunità e i bilanci di genere come forma ordinaria di governo
E' ormai matura la scelta di attivare nuove forme di democrazia partecipativa come regola permanente di governo. La crescita del protagonismo sociale e la forte domanda di partecipazione, la diffusione di esperienze di partecipazione nelle forme e negli ambiti più diversi (Bilancio partecipativo, bilancio di genere, agende 21 locali, Contratti di quartiere, Programmi complessi, Conferenze d'area, Consulte specifiche, Piani strategici, Patti territoriali, Progetti integrati di sviluppo locale, Piani di sviluppo locale, Gal, Contratti di Fiume, ecc), che si accompagna alla crisi di rappresentanza degli istituti di democrazia delegata, ha reso questi strumenti fondamentali per ricostruire un solido legame fra bisogni sociali e istituzioni, per restituire spazio pubblico di decisione sui destini della città e del territorio in maniera uguale per uomini e donne, per includere gli interessi dei più deboli, dei migranti, delle diversità culturali nel progetto di futuro della comunità locale.

2. Dare poteri, struttura e nuovi statuti alla partecipazione
Tuttavia tutte queste forme di partecipazione rischiano di restare consultive, parziali, sovrapposte, settoriali, non comunicanti e soprattutto affidate alla sensibilità del singolo amministratore.
La Rete del Nuovo Municipio invita pertanto i candidati ad esplicitare nei programmi elettorali la promozione di istituti di partecipazione a carattere decisionale come forma ordinaria di governo.
Non è inoltre sufficiente che vengano rese partecipate singole politiche settoriali: è necessario che i municipi promuovano progetti intersettoriali e integrati.
Forme di democrazia partecipativa socialmente allargata, coordinate fra settori di intervento e fra livello comunale e sovracomunale, dovrebbero consentire di superare la frammentazione degli attuali istituti per attivare i diversi attori sociali verso l'autogoverno locale. L'obiettivo è costruire una cultura di governo in cui sia presente quotidianamente nelle decisioni del municipio il benessere e il ben vivere degli abitanti, il futuro della città e del territorio. Questa costruzione passa attraverso l'ascolto dei soggetti più deboli (bambini, anziani, adolescenti immigrati, giovani famiglie, ecc), l'estensione della rappresentanza di genere e il confronto con le esperienze di autoorganizzazione degli abitanti nel territorio.
A questi obiettivi richiediamo di finalizzare la revisione degli statuti comunali, dando legittimità, risorse economiche, tecniche e procedurali a nuove forme di democrazia partecipativa, con poteri deliberativi, in grado di attivare il ruolo propositivo e progettuale della pluralità di organizzazioni e di autorappresentanza della società civile.

3. Governare dal basso attraverso i municipi in rete
La crescita di istituti democratici che rafforzano i legami sociali e sviluppano potere di autogoverno del municipio aiuta i comuni a rifiutare politiche sociali, economiche, territoriali imposte dall'alto, e ad opporsi all’attacco portato negli ultimi anni alla organizzazione municipale del welfare, dei beni pubblici e della gestione del territorio.
Vi proponiamo di promuovere il governo dal basso di queste politiche associando i comuni in reti sempre più numerose di cooperazione intermunicipale per affrontare in modo integrato i problemi di importanza sovralocale; rivendicando il diritto alla autorganizzione democratica dell'associazione fra comuni anche nei rapporto con le altre istituzioni, sostenendo una nuova concezione (che ha radici antiche) del federalismo fondato sui municipi.
Questa forma di federalismo attivo è possibile solo garantendo una maggiore autonomia finanziaria dei comuni. La crescente riduzione in atto di questa autonomia, rende sempre più modesti i margini decisionali (e dunque pleonastica la partecipazione sociale alle decisioni sul bilancio comunale) e consente il prevalere dell'autoritarismo gerarchico dei poteri statali ed economici che si è espresso attraverso i condoni, le grandi opere, la distruzione dei beni pubblici, il taglio delle strutture sociali di base.

4. Promuovere lo sviluppo locale autosostenibile attraverso il coinvolgimento attivo degli attori sociali ed economici
A fronte dei processi di globalizzazione economica che tendono ad allontanare le decisioni dalle istituzioni locali, a subordinare le politiche locali al comando dei mercati globali, i quali bruciano nella competizione risorse economiche e ambientali, è fondamentale che i processi di democrazia municipale siano finalizzati alla salvaguardia e alla valorizzazione delle identità locali, delle peculiarità e della qualità delle risorse ambientali, territoriali e umane. Solo la valorizzazione consapevole e non distruttiva di queste risorse può consentire la costruzione condivisa di modelli di sviluppo realmente sostenibili che producano ricchezza durevole, nell’ambito di un mondo plurale.
In questa direzione i processi partecipativi su cui vi chiediamo l'impegno non riguardano solo le questioni abitative, dei servizi pubblici, dell'ambiente, ma anche il coinvolgimento attivo degli attori socio-economici locali, nel campo dell'agricoltura, dell'artigianato, della piccola impresa, del commercio, della comunicazione, della formazione, della cultura; ciò si rende necessario affinché la comunità locale possa partecipare non solo a progettare il proprio futuro, ma anche a costruirlo direttamente, con le proprie mani, con la propria mente, con i propri saperi.

5. Sostenere le economie solidali, le imprese e la finanza etica
In questa direzione, per consentire ad ogni comunità locale di costruire un reale autogoverno del proprio futuro, sollecitiamo i futuri governi municipali a restare autonomi dai grandi poteri economici sovraordinati, dalle multinazionali di profitto a sfondo speculativo, che producono crescenti effetti di impoverimento delle persone, mercificano, consumano, distruggono risorse locali sociali, ambientali, territoriali. Ciò si rende possibile se il municipio acquista forza agevolando, promuovendo, attivando attori e forme di produzione e di consumo che costruiscano nel territorio economie solidali fondate sulla valorizzazione delle risorse locali.
Si stanno moltiplicando nel territorio imprese a valenza etica nel campo dell' agricoltura biologica, tipica e didattica, della cura e del restauro del territorio e della città, del mutuo soccorso (banche del tempo) della produzione e gestione di servizi ambientali, sociali, culturali; nell'artigianato, nel commercio equo, nella finanza etica, nel turismo responsabile, nella produzione di informazione, di cultura, ecc. Auspichiamo dunque che i nuovi programmi di governo municipale, dando voce a questo universo di imprese a finalità sociale ed etica e non solo alle imprese di profitto, contemplino la costruzione di nuovi sistemi economici a base locale, attivando laboratori sperimentali locali di economia solidale e di eccellenza con tutti i nuovi soggetti del lavoro sociale e etico.

6. Il progetto ecologico per una città di città e l’alleanza città/campagna
Ogni città, piccola o grande, deve essere dotata di spazi pubblici, di luoghi della comunicazione per la realizzazione della comunità urbana; di alta qualità dell'ambiente urbano; di piazze e strade vivibili con ampie zone pedonali; di complessità produttiva e di servizi; di centri sociali e commerciali "naturali" e di reti di vicinato per rivitalizzare la centralità dei nuclei storici, e attribuire ruoli pubblici alle aree delle periferie; di relazioni di scambio con il proprio territorio agricolo per realizzare alta qualità alimentare e ambientale.
L'obiettivo di questa alleanza fra municipio e società locale, urbana e rurale, è realizzare modelli di vita e di consumo autosostenibili: che siano cioè in grado di ridurre l'impronta ecologica e la pressione ambientale cambiando gli stili di vita e di consumo verso il risparmio energetico, il consumo critico, la valorizzazione dei prodotti equo solidali; chiudendo a livello locale i cicli dei rifiuti, dell'energia, dell'alimentazione, delle acque; attuando una nuova alleanza fra la città e il proprio territorio rurale; sostenendo il proprio sviluppo a partire dalla valorizzazione della peculiarità dei propri patrimoni ambientali, territoriali e sociali; creando reti con altri Comuni (municipalismo solidale e federato) per realizzare sistemi economici locali fondati sulla identità locale e la tipicità dei prodotti e per attivare scambi solidali nel mondo.

7. Un lavoro non precario ed una gestione pubblica e sociale dei servizi
Richiediamo ai candidati di affrontare nei programmi i grandi temi della precarizzazione crescente del lavoro e delle logiche mercantili e di profitto nella produzione e gestione dei servizi pubblici, potenziando in forme nuove e partecipate il ruolo imprescindibile dell'ente pubblico, proponendosi nuove relazioni produttive per la valorizzazione stabile dell'impresa a finalità sociale, accogliendo nella produzione e gestione dei servizi le potenzialità offerte dalla società locale (volontariato, associazionismo, cooperazione sociale) e promuovendo nuove forme lavorative (oltre la legge 30) che garantiscano stabilità contrattuale; individuando forme di democrazia municipale nel governo e nella gestione dei principali servizi alla persona, a partire dall'acqua come bene comune pubblico, non mercificabile, insieme alla tutela della salute e dell'ambiente, all'istruzione, all'assistenza, alla casa.

8. Ricostruire il legame sociale contro vecchie e nuove povertà ed esclusioni
Un vero processo di autogoverno locale si può realizzare se la coesione sociale non si sgretola per effetto delle crescenti polarizzazioni sociali in atto, degli squilibri e disequità tra le condizioni di vita dei cittadini. La ricostruzione di legame sociale ha come prerequisito una forte ed ineludibile azione di contrasto delle nuove e delle "vecchie" forme di povertà, all'origine di gravi fenomeni di esclusione.
Per questo è fondamentale inserire nei programmi elettorali una decisa politica volta alla redistribuzione dei redditi a favore delle fasce meno abbienti sia con una forte progressività delle imposte e dei tributi, sia con lo sviluppo dei servizi sociali, ambientali, urbani guidati dal governo pubblico per la produzione e gestione di beni collettivi; prevedendo una maggiore valorizzazione del capitale sociale, come risorsa essenziale nella gestione dei servizi.

9. Favorire l’organizzazione di una società multiculturale
L'autogoverno locale non si realizza, in una società multietnica e multiculturale, senza la piena inclusione di tutte le forze attive nella cittadinanza, a partire dal riconoscimento della centralità della persona e della comunità senza distinzione di genere, nazionalità, religione, preferenza sessuale.
L'immigrazione è uno dei fenomeni più rilevanti degli ultimi anni, destinato a modificare il territorio, la struttura dei servizi, l'organizzazione del mondo del lavoro, le politiche della casa.
Vi sollecitiamo per questo ad attivare politiche locali volte alla valorizzazione di forme di partecipazione dei migranti alla vita pubblica locale e di autorganizzazione per l'incontro tra immigrati e residenti, con il diritto di voto esteso a tutti i residenti.
Vi invitiamo infine a promuovere politiche del lavoro e dell'abitare che non siano solo volte all'eliminazione della discriminazione nel mercato della casa e del lavoro, ma anche alla costruzione di nuove forme dell'abitare e della produzione di beni che valorizzino le peculiarità (culturali, artistiche, produttive, di stili di vita) di ogni cultura come risorse di scambio per tutta la comunità. Questa valorizzazione richiede che siano attivate nuove forme di welfare in cui impresa, lavoro e assistenza, siano finalizzati alla sperimentazione di progetti e servizi includenti i soggetti deboli o emarginati.

10. Esercitare liberi saperi in libera informazione
Vi invitiamo a promuovere e a sviluppare nella pubblica amministrazioni sistemi di gestione dell'informazione al di fuori delle logiche del copyright e delle grandi multinazionali, con facilitazione dell'accesso alle tecnologie informatiche, all'autoproduzione di informazione, promozione delle televisioni di comunità e di quartiere. Dare vita a uno scambio di conoscenze attraverso l'azione; e' il concepire che non c'e' espressività se non c'è attivamente messa in gioco del proprio corpo, della propria mente, della propria capacita' di relazionarsi collettivamente.
Vi proponiamo di costruire luoghi della comunicazione partecipata nelle periferie o nelle frazioni, luoghi pubblici dove ogni forma di espressione creativa non sia vincolata dalle logiche di profitto, ma sia orientata a stimolare la reale sperimentazione sui linguaggi espressivi al di fuori di ogni censura e appartenenza gerarchica; dove si possa realizzare un territorio di incontro e di dialogo aperto, fra tanti partecipanti a un processo collettivo e orizzontale, in cui l'azione di ogni singolo individuo da' origine a un mosaico di conoscenze realmente accessibili a tutti, da tutti utilizzabili e modificabili.

11. I municipi per la pace e la solidarietà internazionale
Un governo locale che promuove processi di crescita della società locale, promuove sviluppo del benessere dei suoi abitanti producendo beni e servizi che elevano la qualità della vita, costruisce le condizioni per comunicare con il mondo attraverso forme di cooperazione decentrata, per realizzare scambi solidali con il sud del mondo, per promuovere forme di diplomazia dal basso per la pace, la cooperazione e la solidarietà dei popoli.
L'unione dei municipi nel rifiuto della guerra e nella costruzione dal basso dei fili di una rete mondiale che pratica la pace costruendo forme di cooperazione sistematica e scambi solidali può essere un evento altrettanto importante, che amplifica e consolida le indicazioni di una pratica sociale già in atto.

Elezioni? Una proposta di Carta

Riceviamo e volentieri pubblichiamo ....

Elezioni? Una proposta di Carta

Avremmo una proposta da fare. Se volete, se ne può discutere. Si tratta di trovare il modo di rovesciare in azione positiva la disillusione, la noia e la rabbia che provocano in tanta gente i partiti e il sistema politico in generale. Per riassumere: prima ci fu il programma dell’Unione, a cui in qualche modo molti collaborarono, poi le elezioni, nel 2006, vinte d’un soffio dal centrosinistra. Da quel momento, quasi solo disillusioni, noia e rabbia. Con qualche eccezione, è vero, ma a tirare le somme il saldo è piuttosto negativo. E la sinistra in particolare, che avrebbe dovuto ridurre il danno, lo riduceva sì, ma solo per Prodi. Non faccio l’elenco, perché tutti sanno di cosa si sta parlando.
Già, ma «noi» chi? Quel che abbiamo visto, negli anni, è che esistono zone sociali molto varie ma accomunate dalla ricerca di un altro modo di vivere, di decidere insieme e di avere a che fare con l’ambiente. Qualcuno chiama questa parte della società «movimenti», talvolta «pacifismo», alter ancora «comunità locali», oppure «associazionismo», «lavoratori», «precari». Per semplicità, noi diciamo «società civile». Come la si voglia chiamare, questa parte della società, che fa parte di reti [il Patto di mutuo soccorso, il movimento per l’acqua, ecc.] o anche no, ha nei riguardi della politica, delle elezioni, una relazione ambivalente. Per un verso non ne sopporta più linguaggi, discipline e finalità. Per l’altro verso ne dipende, come se quello fosse l’esclusivo ambito da cui ci può aspettare, prima o poi, un qualche cambiamento. Ne deriva che movimenti cittadini e sociali oscillano tra «chiedere» questo o quello ai loro «rappresentanti», e rifiutarli nella speranza di fare da soli. E gli individui sbandano tra il votare il meno peggio per abitudine, per cultura, per disperazione, o non votare affatto. Nelle elezioni locali si tentano liste e candidati «altri», anche
con successo, ma in quelle nazionali pare impossibile.
Dopo l’esperienza di questo governo il fossato si è ulteriormente allargato. E a non molto servirà agitare lo spettro di Berlusconi, per lo meno all’inizio della campagna elettorale. E poi il Pd «corre da solo» e dunque è caduta l’apparenza dell’«unità», e le sinistre non danno mostra di agilità e coraggio nel mettersi insieme.

E allora, che si fa? Si può lasciare che passi l’ennesima ondata di marea delle campagne pubblicitario-elettorali, per poi ricominciare a darsi da fare, anche se probabilmente in un contesto peggiore. Oppure si può cercare il modo di «usare» la campagna elettorale. Questa è la proposta: reti, movimenti, associazioni, sindacati, singole personalità un bel giorno, presto, si riuniscono e discutono di come condurre in tutto il paese, città per città, un’altra campagna. La quale consisterebbe nel fatto che tutti, nelle loro diversità, concordano su un testo, un «programma», che disegni la società e la democrazia che vorremmo; e che tutti si impegnano a diffonderlo e a discuterlo in giro per l’Italia. Poi, ciascuno metterà l’accento sulla parte del «programma» che trova più coerente con sé, e in ogni città o territorio si tradurranno quelle proposte nella situazione che c’è lì. Immaginate decine, centinaia di incontri e di azioni che tutte insieme dicano: noi, così diversi tra noi, abbiamo ciò nonostante una proposta da fare a tutti i cittadini. Che si decida di votare per questo o per quello, o di non votare affatto, noi badiamo alle cose, a come cambiare il nostro modo di vivere.
Si tratterebbe di una «campagna» indipendente e parallela a quella dei partiti, che non si propone di chiedere o imporre candidature, o di barattare voti. E se persone iscritte a partiti, o gruppi locali, volessero partecipare all’altra campagna, bene, ma come una parte tra altre, alla pari.
Così, forse si farebbero due passi in avanti. Il primo: reti, movimenti e persone, cittadini che spesso non si conoscono avranno la possibilità di capirsi, di sentirsi parte di una nascente comunità democratica. Il secondo aumenterebbe la possibilità di resistere agli assalti di Berlusconi [e di chiunque]. Avanziamo questa proposta con semplicità. E se sarà un buco nell’acqua, peccato: ci riproveremo in un’altra occasione.

Pierluigi Sullo [da Carta 4/08 in edicola dall’8 febbraio]

Per adesioni e commenti scrivete a carta@cara.org

2007/12/31

Materiali per un archivio delle buone pratiche partecipative

Materiali per un archivio delle buone pratiche partecipative

In questa sezione sono raccolte le testimonianze di prima mano di alcune fra le più significative esperienze di partecipazione sviluppate negli ultimi anni in Italia, insieme ad una serie di documenti di sintesi valutativa - a diversi livelli di generalità - elaborati dai ricercatori che, in diverse occasioni, hanno tentato un'esplorazione della galassia neomunicipalista.
L'intento non è essenzialmente quello di fare vetrina, esibendo in una specie di stanza dei trofei i risultati conseguiti ed esponendoli, così, ad una naturale e rapida obsolescenza: è piuttosto quello di indagare una geografia di pratiche in divenire, in cui si è realizzato l'incontro fra diverse tipologie di attori intorno ad un progetto comune - non importa quanto esteso o profondo - prefigurato dalla Carta del Nuovo Municipio. La geografia dei Nuovi Municipi che ne scaturisce è un sistema reticolare a più livelli che si sovrappone a quello "ufficiale" e a quello fisico-territoriale, scanditi dalle potestà amministrative e dagli assi morfologici e funzionali, per offrirci in controluce una mappa di luoghi e comunità in trasformazione reciproca, un multiverso incostante di attività minute o estese che anima dall'interno gli assetti consolidati del territorio mutandoli in qualcosa d'altro.
Troviamo che quello che queste pratiche chiedono, ad un'organizzazione come la Rete, sia prima di tutto comunicazione: non solo nel senso - che potremmo chiamare "di secondo livello" - di visibilità ottenuta a posteriori da esempi eccellenti, ma in quello primario di collegamento fattivo fra le pratiche in corso d'opera, della loro collocazione operativa entro un orizzonte argomentativo e propositivo comune. Più ancora che un serbatoio stabile di tecniche e memorie a cui attingere in casi futuri, quello che qui tentiamo di costruire, come nuova frontiera del lavoro della Rete, è dunque una piazza virtuale, nella quale - parlando, proponendo, conoscendosi e contaminandosi reciprocamente - le esperienze trovino una via condivisa verso un superiore livello di autocoscienza e di progettualità.
C
hiaramente, l'archivio (che oggi ospita casi storici e recenti elencati piuttosto alla rinfusa, e che presto si darà una base propriamente georeferenziata) è permanentemente in via di costruzione, e vive soprattutto dei vostri contributi: collaborate con noi - contattandoci al +39 348 0998491 o a comunicazione@nuovomunicipio.org - a costruire una biblioteca comune di conoscenze ma, soprattutto, di proposte.

In tutto il mondo, Sabato 26 Gennaio 2008 - Agiamo insieme per un mondo diverso

In tutto il mondo, Sabato 26 Gennaio 2008
Agiamo insieme per un mondo diverso
Giornata di mobilitazione e azione globale promossa dal Forum Sociale Mondiale
Il Forum Sociale Mondiale, nel 2008, non sarà come sempre un evento localizzato: sarà una giornata - davvero molto particolare - in cui confluiranno da ogni parte del mondo azioni locali di ogni genere promosse da tutti quei soggetti (movimenti, reti, organizzazioni, associazioni più o meno formalizzate e singoli individui) che si riconoscono nella Carta dei Principi del WSF. L'iniziativa vuol dare visibilità globale a tutte le lotte, le vertenze, le alternative e le attività quotidiane che in tutto il mondo, con una grande diversità tematica e sociale, costruiscono di fatto un altro mondo possibile qui ed ora: tutti e tutte sono invitati a dar vita ad un'azione, scegliendone in modo completamente libero il contenuto, le forme e le dimensioni, per contribuire a disegnare un'ipotesi comune e a trasformarla in realtà. Tutte le informazioni sono su
wsf2008.net.

Azioni già programmate in Italia

QUINTA ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI CHE SPERIMENTANO PRATICHE PARTECIPATIVE - Documento conclusivo




Associazione Rete del Nuovo Municipio

QUINTA ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI CHE SPERIMENTANO PRATICHE PARTECIPATIVE

Roma, 23-25 Novembre 2007

Documento conclusivo

A quattro anni dalla sua fondazione l'Associazione Rete del Nuovo Municipio rileva come la crescita culturale e politica dei Nuovi Municipi, secondo le indicazioni originarie della Carta del Nuovo Municipio, e l'estensione delle pratiche partecipative, si scontrino sempre più spesso con il consolidarsi di intrecci lobbystici tra interessi economico/finanziari e rappresentanze politiche, anche locali, di pari passo con la crisi della rappresentanza che ha colpito in misura crescente le diverse parti della società.

Il bisogno d'un nuovo protagonismo sociale e la possibilità di incidere realmente sulle scelte del governo locale riferite ai diversi beni comuni (territorio, servizi pubblici, ambiente e paesaggio, economia locale, ecc.) diventa oggi un urgente terreno di lavoro, che se trascurato non può che rafforzare le emergenti richieste - provenienti anche dalla base - di neocentralismo. A questa istanza neocentralista non si può che rispondere rilanciando la pratica dei municipi come istituzioni effettivamente partecipate dalle cittadine e dai cittadini.

Uno dei principali ostacoli alla pratica effettiva dei municipi quali istituzioni partecipate è oggi la ridotta autonomia finanziaria dei Comuni anche nell'utilizzo delle risorse proprie, vincolate dai provvedimenti annuali dello Stato. Ciò rende i Comuni di fatto ostaggi della dipendenza da ICI e oneri di urbanizzazione, basi delle quote disponibili dei bilanci comunali, project financing, e strumenti analoghi. Questo stato di cose, combinato con i tradizionali interessi della rendita fondiaria e immobiliare e con i nuovi appetiti finanziari, ha finito per necessità con l'alimentare un meccanismo perverso che produce l'urbanizzazione e l'edificazione di nuove aree agricole, con conseguente consumo di suolo, devastazione del paesaggio, perdita di identità sociali, rischi ambientali, crescente insicurezza per la sempre maggiore estensione e monofunzionalità delle aree urbanizzate.

Rispetto a queste tendenze in atto, quella della RNM è invece una prospettiva di promuovere una nuova fiscalità come condizione per l'empowerment delle comunità locali, verso una nuova democrazia municipalista e di federalismo solidale, secondo logiche relazionali e orizzontali, non gerarchiche o sovraordinate, vincolando quindi l'autonomia finanziaria all'attivazione di politiche partecipative come forma ordinaria di governo.

L'Associazione Rete del Nuovo Municipio chiede pertanto al Governo e al Parlamento nazionale, alle Giunte e ai Consigli regionali, di aprire una nuova fase nelle politiche istituzionali e finanziarie verso gli enti locali e in particolare i municipi, attraverso:

1. il sostegno anche finanziario a iniziative che favoriscano la diffusione di pratiche partecipative negli enti territoriali locali;

2. la promozione di una effettiva compartecipazione dinamica dei Comuni al gettito IRPEF, individuando un'area impositiva (patrimonio privato) di esclusiva competenza degli enti locali, superando la logica delle addizionali e prevedendo adeguati meccanismi di perequazione;

3. l'attivazione di linee di finanziamento per i servizi d'interesse collettivo (scuole, servizi sociali ecc.) che consentano di evitare il ricorso dei Comuni all'urbanistica contrattata per garantirne la fornitura;

4. l'utilizzo del gettito ICI esclusivamente per investimenti compensatori dell'attività edilizia, anche a livello intercomunale;

5. la priorità, nell'utilizzo dei finanziamenti pubblici per l'edilizia e le opere di interesse collettivo quali scuole ecc., al riuso del patrimonio edilizio esistente e nelle aree già urbanizzate, arricchendo il mix funzionale degli insediamenti esistenti anziché consumare nuovi suoli agricoli;

6. lo studio di più avanzate soluzioni normative e finanziarie nazionali e/o regionali cui gli enti possano ricorrere per stralciare dai propri strumenti urbanistici vigenti di cui sia emerso, con chiarezza e attraverso pratiche partecipative, il danno alle risorse naturali, del paesaggio o di altri interessi collettivi, fino alla previsione di un fondo compensativo (similmente a quanto avviene per le calamità naturali) per la recessione da opere e/o progetti già convenzionati o autorizzati.

Roma, 25 Novembre 2007.

Versione stampabile (PDF, 63Kb).

2007/12/28

inaccettabile provocazione leghista

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. (Art. 3, Costituzione Italiana)


il primo gennaio 2008 ricorre il 60° anniversario dell'entrata in vigore della Nostra Costituzione Repubblicana

In occasione del Consiglio Comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole
del 29/12/2007 Lista civica "Partecipazione democratica" denuncia l'incostituzionalità del messaggio esposto nei manifesti della Lega Nord affissi nel nostro territorio comunale in questo periodo.

2007/12/27

Un futuro senza atomiche

Un futuro senza atomiche
Cominciamo subito.
1975: anno di ratifica da parte dell’Italia del Trattato di Non Proliferazione Nucleare.
90: le testate nucleare di tipo B-61 presenti sul suolo italiano nei siti di Ghedi e di Aviano.
53: le organizzazioni (Reti, associazioni, media) che promuovono l’iniziativa di legge popolare
50.000: il numero minimo di firme da raccogliere per far discutere il testo in Parlamento.
...............................................
Segue:
- Lettera al Sindaco
- Messaggio di Tadatoshi Akiba, Sindaco di Hiroshima e Presidente di “Mayors for Peace”.
- Presentazione della proposta di Legge d'iniziativa popolare “Un futuro senza atomiche”.
- Bozza di Mozione da proporre al Consiglio Comunale.

Gentile Sindaco, avrà ormai saputo della Campagna “Un futuro senza atomiche”: si tratta di una proposta di Legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”. La raccolta firme è iniziata ufficialmente il 30 settembre a Ghedi (BS). I primi due firmatari sono stati i sindaci di Ghedi e di Aviano, le due località in cui, secondo un rapporto del febbraio 2005 dell’autorevole Natural Resources Defense Council (USA) sono attualmente ospitate 90 bombe atomiche del tipo B61 (www.nrdc.org/nuclear).

In uno degli ultimi discorsi da Segretario Generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan usò la metafora del potente velivolo, in volo a grandissima velocità, ma senza pilota ai comandi. Si riferiva allo stallo attuale negli accordi internazionali sul disarmo e la non proliferazione nucleare: mentre le potenze nucleari insistono che si debba iniziare con la lotta alla proliferazione, tutti gli altri Stati del mondo esigono che siano in primo luogo gli Stati dotati di arsenali nucleari a rispettare i propri obblighi di arrivare al disarmo. In questa situazione, ognuno si aspetta che sia l’altro a fare il primo passo.

Ecco, noi chiediamo che sia l’Italia a fare questo primo passo, dando piena attuazione agli impegni che si è assunta con la ratifica del Trattato di Non Proliferazione nucleare (TNP) nel 1975: astenersi per sempre non solo dalla produzione delle armi nucleari, ma anche dal “riceverne il trasferimento da chicchessia” (art. 2 del Trattato). I Promotori della Campagna credono che un’azione dell’Italia in tal senso costituirebbe un importante fattore di riduzione delle tensioni internazionali.

Ricordiamo che non è solo l’Italia ad essere in violazione del TNP, ma anche Belgio (base di Kleine Brogel), Germania (base di Büchel), Turchia (base di Incirlik). Inoltre, esistono delle armi nucleari di proprietà statunitense anche in Gran Bretagna (nella base di Lakenheath). I due rami del parlamento belga nel 2005 hanno già votato (all’unanimità al Senato) una risoluzione che chiede al Governo belga di eliminare le atomiche dal loro territorio. Gli Stati europei non nucleari, eliminando le armi nucleari dal proprio territorio, diventerebbero interlocutori assai più credibili nei confronti dell’Iran e degli altri Paesi che vogliono pesare di più in ambito internazionale dotandosi di armi nucleari.

Tra i promotori della proposta di legge figurano associazioni, ong, riviste missionarie, reti di comitati, e due coordinamenti di Enti Locali. La Campagna, infatti, si caratterizza anche per una stretta collaborazione tra organismi di società civile e Amministrazioni locali. Il Sindaco di Hiroshima, presidente di Mayors for Peace, ha già indirizzato ai Sindaci italiani aderenti all’associazione un caloroso incoraggiamento a partecipare attivamente all’iniziativa.

Con questa lettera siamo a chiederLe di aderire e sostenere fattivamente la nostra Campagna, in particolare promuovendola tra i suoi cittadini, raccogliendo le firme in Comune, autorizzando i dipendenti comunali ad agire come autenticatori, presentando una Mozione in Consiglio Comunale a sostegno della Campagna. Saremmo anche lieti di partecipare, con qualche esperto, ad un' eventuale Consiglio Comunale aperto alla cittadinanza.

In attesa di una sua cortese risposta, che auspichiamo positiva, cogliamo l’occasione per porgerLe un saluto di pace.
PROMOTORI: ACLI - ALTRECONOMIA - APRILE - ARCI - ARCI SERVIZIO CIVILE - ARCO IRIS TV - ASSOCIAZIONE OBIETTORI NONVIOLENTI - ASSOCIAZIONE ONG ITALIANE - ASSOPACE - BEATI I COSTRUTTORI DI PACE - BERRETTI BIANCHI - CAMPAGNA OSM-DPN - CAMPAGNA PER LA RIFORMA DELLA BANCA MONDIALE - CARTA - CHIAMA L’AFRICA - CIPSI - Comitato VIA LE ATOMICHE GHEDI - Comitato VIA LE BOMBE AVIANO - COMMISSIONE GIUSTIZIA E PACE DELLA CONFERENZA ISTITUTI MISSIONARI IN ITALIA – Coordinamento degli ENTI LOCALI PER LA PACE E I DIRITTI UMANI - CTM ALTROMERCATO - FERMIAMO CHI SCHERZA COL FUOCO ATOMICO - FIM-CISL - FIOM-CGIL - FONDAZIONE LELIO BASSO SEZIONE INTERNAZIONALE - GREENPEACE - GRUPPO ABELE - LDU - LEGAMBIENTE - LIBERA - LOC - MEGACHIP - MIR - MISSIONE OGGI - MOSAICO DI PACE - MOVIMENTO “IL BENE COMUNE” - MOVIMENTO NONVIOLENTO - MOVIMENTO UMANISTA - NIGRIZIA - PAX CHRISTI - PEACELINK - PUNTO ROSSO - PUNTOCRITICO - REA - RETE ITALIANA PER IL DISARMO - RETE LILLIPUT - RETE NUOVO MUNICIPIO - SEMPRECONTROLAGUERRA - SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE - TAVOLA DELLA PACE - UN PONTE PER - UNIONE DEGLI STUDENTI - VERDI AMBIENTE E SOCIETA'.
...............................................

Messaggio di Tadatoshi Akiba

Sindaco di Hiroshima e Presidente di “Mayors for Peace

all'Assemblea Generale dell'ONU dei Popoli, Perugia 5-6 ottobre 2007

E’ un grande onore rivolgere un saluto ad un’assemblea che, assumendosi la propria responsabilità umana, si impegna a favore della nostra collettiva sopravvivenza. L’anno scorso, all’Aja, Mayors for Peace ha ricordato il decimo anniversario del parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia sulle armi nucleari. Nel 1996, la Corte sentenziò che tutti i Governi hanno un obbligo giuridico di perseguire “in buona fede” l’eliminazione di tutte le armi nucleari. Partecipavamo a quell’assise per affermare che nell’arco del decennio trascorso il mondo aveva sofferto per una grave mancanza di buona fede. La nostra Sfida della Buona Fede rivolge un appello a tutte le persone, non solo leader nazionali e sindaci, affinché si impegnino in prima persona, prima che il mondo precipiti nel caos nucleare.

E’ per me, quindi, un enorme piacere potermi rivolgere a voi, perché ho recentemente saputo che in Italia è appena iniziata una straordinaria mobilitazione di sindaci e cittadini contro le armi nucleari. Mi riferisco naturalmente alla Campagna “Un futuro senza atomiche”. Lasciate che vi esprima il mio entusiasmo per questa campagna. Vi ringrazio anticipatamente per la collaborazione che ciascuno di voi potrà dare nel garantirne il successo!

Sono particolarmente orgoglioso del fatto che i due sindaci di Ghedi e Aviano, nei cui comuni si trovano le basi contenenti armi nucleari in Italia, siano stati i primi firmatari della proposta di Legge d’iniziativa popolare per dichiarare l’Italia “Paese libero da armi nucleari”. Nell’arco dei prossimi sei mesi sindaci e cittadini dovranno collaborare, al fine di raccogliere almeno 50.000 firme autenticate. Ho già scritto agli oltre 200 membri italiani di Mayors for Peace chiedendo loro non solo di firmare questa proposta di Legge, ma anche di partecipare attivamente nell’autenticazione delle firme dei propri cittadini.

Questa iniziativa è un esempio perfetto di come possiamo assumerci la responsabilità del bene comune ed agire in buona fede. Tra sei mesi, questa responsabilità passerà al vostro Parlamento. Dobbiamo sperare che anche i parlamentari sentano l’urgenza di agire in buona fede; come sta facendo adesso il Parlamento della Scozia nel contrastare la decisione del governo britannico di rimodernare il sistema nucleare dei sommergibili Trident.

Uno ad uno, ogni paese membro della NATO deve accettare la propria responsabilità e riconoscere la minaccia nucleare che rappresenta nei confronti degli altri. La Grecia ha rinunciato molti anni fa ad ospitare le bombe nucleari USA. Ma questa rinuncia fu fatta in silenzio, dietro le quinte, non ispirò altri ad agire. Attraverso la bella Campagna di popolo, organizzata in Italia, la vostra voce verrà sentita forte e chiara: sono certo che l’Italia diventerà così una preziosa fonte di ispirazione per tantissimi altri, in Europa e nel mondo.

In conclusione, mi rivolgo a voi chiedendovi di sfruttare questa Assemblea per incoraggiare anche altre città italiane ad aderire a Mayors for Peace. Chissà, forse alla fine di questi sei mesi straordinari ci saranno in Italia 500 membri di Mayors for Peace. A noi non interessa l’aumento delle adesioni solo per fare numero. Abbiamo bisogno di dimostrare al mondo intero che siamo la speranza e il futuro, che stiamo crescendo e che niente ci fermerà! Vi ringrazio.

.............................................
La messa al bando di tutte le armi nucleari
è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità.
A livello internazionale, invece, stanno aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche. Altre potenze finanziano l’ammodernamento dei propri arsenali nucleari. Ed aumentano, di conseguenza, i Paesi che vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale.
In Italia abbiamo 90 testate atomiche. Non dovrebbero esserci. Nel 1975 l’Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare impegnandosi (art. 2) a non produrre né ad accettare mai sul proprio territorio armi nucleari. Secondo il diritto internazionale, l’Italia le deve rifiutare. Per Alleanza (NATO), invece, le accetta. Non possiamo avere due pesi e due misure.
I negoziati internazionali per liberare l’umanità dalla minaccia atomica rimangono impantanati perché chi possiede le armi atomiche vuole solo che nessun altro le abbia. Ma non è disposto a rinunciarvi. E questo invece era l’impegno sottoscritto nel Trattato di Non Proliferazione (art.6): arrivare al disarmo nucleare totale e globale.
Cominciamo da qui. Cominciamo da noi.
Per questo lanciamo una raccolta di firme per una legge d’iniziativa popolare. Affinché si dichiari l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”. Diventeremo, come l’Austria, uno dei 106 Stati del mondo dove le bombe atomiche non hanno diritto di cittadinanza. Saremo la maggioranza, nella buona compagnia di tutti gli Stati dell’America centro-meridionale, dell’Africa, del Pacifico, del sud-est asiatico. E cammineremo anche noi verso un futuro senza atomiche.

Proposta di legge di iniziativa popolare
Art. 1 - Obiettivi e finalità
1. Il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari”.
2. Il transito e il deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica, così come individuato al comma 1.
3. Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale che internazionale, per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge.
Art. 2 - Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Della Repubblica.
Proposta di Legge d’iniziativa popolare annunciata nella Gazzetta Ufficiale n. 172, del 26/07/2007.
.............................................
Mozione Un futuro senza atomiche” – BOZZA
IL CONSIGLIO COMUNALE DI ……………….............
CONSIDERATO
che nel 1975 l’Italia ha ratificato il Trattato di Non Proliferazione nucleare, in qualità di Stato non dotato di armi nucleari; all’articolo 2 del trattato si è impegnata “a non ricevere da chicchessia armi nucleari” nonché a rinunciare per sempre alla produzione e allo sviluppo di tali armi;
che l’Italia ribadisce in ogni occasione, nei consessi internazionali, l’universalità del Trattato di Non Proliferazione nucleare, quale pietra angolare dei negoziati per il disarmo nel mondo;
che la Corte Internazionale di Giustizia ha emesso all’unanimità l’8 luglio 1996 una sentenza consultiva ribadendo che persiste un obbligo a perseguire in buona fede negoziati internazionali che portino ad un disarmo nucleare totale e globale;
PRESO ATTO
del rapporto della Natural Resources Defense Council, di Kristensen e Norris, che comprova la presenza di armi nucleari del tipo B61 di proprietà statunitense nella base USAF di Aviano (Pordenone) e nella base dell’Aeronautica Militare Italiana di Ghedi Torre (Brescia),
dello stato di violazione del Trattato di Non Proliferazione nucleare in cui si trova l’Italia per il fatto di ospitare 90 armi nucleari del tipo B61 sul suo territorio;
PRESO ATTO ALTRESI’
della Campagna “Un futuro senza atomiche”, promossa da un Comitato Promotore costituito da 53 realtà italiane, che propone una Legge d’iniziativa popolare che dichiari l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”, tramite la raccolta di almeno 50.000 firme autenticate per presentare la proposta di legge in Parlamento;
della presenza nel Comitato Promotore di due importanti coordinamenti di Enti Locali italiani, il Coordinamento degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani e la Rete del Nuovo Municipio;
ADERISCE
formalmente alla Campagna “Un futuro senza atomiche”, facendosi promotore di tale iniziativa nel Comune e in tutti i Quartieri;

INVITA
i Consiglieri Comunali/Provinciali, il Presidente del Consiglio, i Presidenti di Commissione, il Sindaco e gli Assessori ad aderire alla campagna ed a sostenerla attraverso la pubblicizzazione della campagna e l’autenticazione delle firme;

IMPEGNA
il Sindaco a sollecitare il Governo a dichiarare l’Italia “Paese libero da armi nucleari”;
INVITA ALTRESI’
i Parlamentari locali eletti al Parlamento Italiano ed Europeo ad impegnarsi perché l’Italia sia dichiarata “Paese libero da armi nucleari”.

IN TOSCANA LA PARTECIPAZIONE È LEGGE: APPROVATO IN CONSIGLIO REGIONALE LO STRUMENTO PROMOSSO DALLA RETE

IN TOSCANA LA PARTECIPAZIONE È LEGGE: APPROVATO IN CONSIGLIO REGIONALE LO STRUMENTO PROMOSSO DALLA RETE

Finalmente ci siamo: il lungo processo consultivo e deliberativo, attivato da Rete del Nuovo Municipio e Regione Toscana per dar vita alla prima Legge Regionale sulla partecipazione in Italia, si è concluso felicemente con l'approvazione del testo di legge, ieri l'altro, da parte del Consiglio Regionale. È un risultato di grande pregio, in primo luogo perché segna l'ingresso della democrazia partecipativa nell'apparato normativo delle Amministrazioni - con tutte le enormi implicazioni politiche e culturali che questo porta con sé; ma anche perché è l'esito di un nuovo modo di legiferare, che da solo dimostra la possibilità concreta di aprire i meccanismi di decisione agli apporti dei suoi veri depositari, i cittadini. Tutti i contenuti della Legge sono essi stessi frutto di un processo partecipativo allargato, gestito in prima persona dalla Rete, che nell'arco di quasi tre anni si è snodato attraverso tavoli locali e sovralocali, incontri tematici e convegni aperti, fino al town meeting di Marina di Carrara, a cui ha preso parte un campione significativo della società toscana nella veste dichiarata di panel dei decisori. La partecipazione, insomma, non serve soltanto a bloccare i processi di decisione quando si rivolgono contro l'interesse pubblico, anzi: nei casi virtuosi li favorisce, proponendo un modello di interazione fra politica e società civile non competitivo ma cooperativo, che produce valore anziché disperderlo, e che rende i suoi esiti effettivi proprio nella misura in cui sono condivisi.

Abbiamo pensato oggi di dedicare l'intera newsletter a questa notizia, primo per sottolineare l'importanza che il risultato riveste come riconoscimento tangibile del valore propulsivo del nostro lavoro; secondo, per colmare un vuoto informativo piuttosto inquietante dei media ufficiali, evidentemente più interessati ad un diverso tipo di politica. E poi siamo convinti che leggere una storia come questa faccia bene, a fine anno: non tanto per il lieto fine, quanto perché prospetta un orizzonte concreto di riferimento per il lavoro futuro, consentendoci per una volta un modo propositivo e non rituale di farvi gli auguri. Auguri dunque - di buona partecipazione a tutti e a tutte.

ESPERIENZE DI DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA IN EMILIA ROMAGNA

ESPERIENZE DI DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA IN EMILIA ROMAGNA

Bilanci partecipativi, forum telematici deliberativi, progettazione partecipata, rendicontazione sociale, sono termini che sempre più spesso compaiono nel dibattito politico e che, in molti casi, si
traducono in pratiche ed esperienze concrete.

Nella Regione Emilia Romagna, in particolare, sono sempre di più i Comuni e le Province che stanno sperimentando, o sono in procinto di farlo, progetti partecipativi che si propongono di valorizzare e
promuovere la partecipazione attiva dei cittadini alle scelte che interessano la comunità locale.

I Comuni di Modena e Scandiano, in collaborazione con la Provincia di Modena, da anni impegnati su queste tematiche, intendono promuovere un primo momento di confronto tra amministrazioni
locali che, a livello regionale, hanno attivato o sono interessate ad attivare esperienze innovative di partecipazione. Esperienze che si caratterizzano per essere fortemente inclusive, sistematiche e soprattutto capaci di incidere sui processi decisionali dell’Amministrazione pubblica.

L’iniziativa vuole essere un’occasione per conoscere, analizzare, confrontare le diverse esperienze e per avviare una discussione in merito alla definizione di forme di collaborazione tra gli enti interessati, al fine di migliorare e di incentivare, su tutto il territorio regionale, la diffusione delle pratiche di democrazia partecipativa

Consiglio comunale del 29 dicembre 2007 ore 09,00 Ordine del giorno:

Consiglio comunale n° 14 (prot. 17101) di Castrocaro Terme e Terra del Sole convocato per sabato 29 dicembre 2007 ore 09,00 presso sede residenza municipale - Ordine del giorno:

n. 1 - comunicazioni del Sindaco;
n. 2 - approvazioni verbali sella seduta consiliare del 29/11/2007 e del 09/12/2007
n. 3 - comunicazione delle delibere della Giunta comunale di prelievo dal fondo di riserva;
n. 4 - conferma del gettone di presenza per consiglieri comunali per l'anno 2008;
n. 5 - Imposta Comunale sugli Immobili - conferma aliquote per l'anno 2008;
n. 6 - ICI - disciplina detrazioni d'imposta per particolari categorie - conferma per l'anno 2008
n. 7 - approvazione del programma triennale 2008/2010 e dell'elenco annuale 2008 dei lavori pubblici;
n 8 - approvazione del bilancio di previsione 2008 e pluriennale 2008/2010;
n. 9 - approvazione del nuovo regolamento del servizio di economato;
n. 10 - realizzazione di nuova condotta di adduzione dal pozzo casanova e contestuale realizzazione di fognatura nera a gravità: costituzione di servitù perpetua di passaggio alla società Hera e approvazione schema di contratto;
n. 11 - ASP "Azienda orfanotrofi Ente Asilo santarelli servizio con e per infanzia e famiglie" - approvazione convenzione tra i quindici comuni del comprensorio forlivese per la partecipazione in qualità di soci all'ASP.

2007/12/12

Caro Sindaco ti scrivo ...

La lista civica Partecipazione democratica è stata la novità politica delle elezioni amministrative di maggio, essendo nata con la gente e tra la gente, senza politici di professione, indipendente dai partiti e senza interessi speculativi di potere.

Il consigliere comunale della lista civica Isabella Leoni, eletto grazie ai voti dei cittadini di Castrocaro Terme, Terra del Sole, Pieve Salutare e Sadurano, ha assunto l'impegno concreto di essere al servizio dell'intera comunità locale.

L'obiettivo è quello di contribuire a costruire un'amministrazione che consenta a tutti di poter vivere civilmente e nel rispetto dei diritti e della solidarietà, che agisca con trasparenza e nell'interesse generale, che coinvolga la gente nelle decisioni da assumere per il futuro del Nostro Comune.

I cittadini hanno diritto ad essere correttamente informati sulle scelte che li riguardano, devono poter dialogare, confrontarsi, discutere in assemblee pubbliche sui problemi del Comune, sull'ordinaria e straordinaria amministrazione, sugli indirizzi strategici futuri, sulla gestione equa dei beni comuni ed infine decidere quanto e come destinare le risorse economiche e finanziarie per migliorare le condizioni di vita dell’intera comunità.

Per questo crediamo che servano maggiori momenti di confronto in luoghi di aggregazione pubblica, per fare incontrare le diverse fasce sociali e generazionali, allo scopo di ricreare lo spirito di convivialità civile e democratica, che non è stato coltivano in questi ultimi decenni.

Ormai la partecipazione democratica è una realtà presente in molte amministrazioni pubbliche locali, come ad esempio la Regione Toscana che sta deliberando una legge specifica e il Comune di Grottammare, che dal 1994 adotta il bilancio partecipativo, coinvolgendo i propri concittadini nelle scelte strategiche e di indirizzo del bilancio comunale.

La lista civica Partecipazione democratica, in occasione di queste festività 2007-2008, per facilitare il rapporto fra cittadini e amministratori, mette a disposizione questo spazio perché voi possiate esprimere le vostre proposte, critiche, o richieste.



Buone feste
dalla lista civica
Partecipazione democratica



(cliccate sulla cartolina ... stampatela ... ritagliatela lungo i bordi ... compilatela con le Vostre richieste e ... speditela ... oppure consegnatela alla segreteria comunale ... la risposta non dovrebbe farsi attendere ... abituarsi a comunicare con i nostri amministratori è una buona pratica di relazioni democratiche e, ... chi ben comincia è già a metà dell'opera ...)

2007/11/27

14/12/2007 Castrocaro Terme (FC) Bilancio Partecipativo: esperienze amministrative e metodi praticabili

LEGGI IL RESOCONTO DELLA SERATA ...(clicca qui)


Il bilancio partecipato ... intervento di Pier Paolo Fanesi
da UNA CITTÀ n. 135 / gennaio 2006

Castrocaro Terme (FC), Venerdì 14 Dicembre 2007
Bilancio Partecipativo: esperienze amministrative e metodi praticabili
Salone comunale, ore 21
Il Bilancio Partecipativo - capostipite di tutta una serie di pratiche eccellenti che sta rivoluzionando il concetto di democrazia locale - rappresenta una chance preziosa non solo per i rappresentati, che per suo tramite arrivano ad incidere direttamente, con i propri bisogni e le proprie inclinazioni non filtrate, sulla fonte economico-finanziaria delle procedure di decisione, ma anche per i rappresentanti, che attraverso di esso riescono a consolidare il rapporto fiduciario con gli elettori e acquisiscono una capacità decisionale più dinamica e misurata sulle esigenze reali della comunità. Il suo nesso politico fondamentale non sta dunque in una redistribuzione relativa dei poteri all'interno della comunità, ma nel rafforzamento del potere della comunità toto coelo riguardo alle scelte che caratterizzano il suo futuro: un incontro con Angelo M. Cirasino della Associazione Rete Nuovi Municipi e Pier Paolo Fanesi del Comune di Grottammare, promosso dalla Lista Civica che della partecipazione democratica
ha fatto un manifesto, prova ad esplorare questo orizzonte.

link utili:

Materiali per un archivio delle buone pratiche partecipative
I PROCESSI PARTECIPATIVI A GROTTAMMARE
DEMOCRAZIA PARTECIPATIVA NEL COMUNE DI GROTTAMMARE

2007/11/23

Ripubblicizzare l’ACQUA, difendere i BENI COMUNI!





Ripubblicizzare l’ACQUA, difendere i BENI COMUNI!
1 dicembre MANIFESTAZIONE NAZIONALE

ROMA

con ritrovo ore 14.30 Piazza della Repubblica

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

RIPUBBLICIZZARE L’ACQUA, DIFENDERE I BENI COMUNI!

MORATORIA SUBITO CONTRO TUTTE LE PRIVATIZZAZIONI!

IMMEDIATA APPROVAZIONE DELLA LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE!

UNA GRANDE OPERA PUBBLICA : RISTRUTTURARE LE RETI IDRICHE!

GESTIONE PUBBLICA E PARTECIPATA DAI LAVORATORI E DALLE COMUNITÀ LOCALI!

Leggi l’appello

Aderenti al Forum Italiano Movimenti per l’Acqua

Per aderire inviare una mail segreteria@acquabenecomune.org con oggetto "Adesione 1 dicembre"


CONSIGLIO COMUNALE 29 NOVEMBRE 2007 ORDINE DEL GIORNO

Consiglio comunale di Castrocaro Terme e Terra del Sole convocato per giovedi 29 novembre 2007 ore 21,00 presso sede residenza municipale - Ordine del giorno:
n. 1 - comunicazioni del Sindaco;
n. 2 - approvazioni verbali sella seduta consiliare del 25/10/2007
n. 3 - approvazione variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2007 per storno di fondi;
n. 4 -
approvazione variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2007 per destinazione delle maggiori entrate;
n. 5 - modifica al regolamento per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni;
n. 6 - modifica al regolamento nido di infanzia "la coccinella";
n. 7 - composizione commissione comunale per le pari opportunità;
n 8 - adozione piano di classificazione acustica;
n. 9 - ricapitalizzazione E-bus. Provvedimenti conseguenti ed inerenti;
n. 10 - approvazione indirizzi da seguirsi nella predisposizione del bilancio di previsione 2008 e triennale 2008-2010;
n. 11 - proposta accettazione donazione a favore dell'Istituto storico della provincia di Forlì-Cesena per la storia della Resistenza e dell'età contemporanea e revoca della deliberazione consigliare n° 80 del 2007

Suspence !!!! ... Avrà la maggioranza comunale deciso di accogliere la donazione ricevuta a seguito dell'iniziativa intrapresa dai gruppi di minoranza lo scorso 4 novembre ??? oppure deciderà di rifiutare ?
Non dimentichiamo che ... « Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un Italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra costituzione. »
Piero Calamandrei, Discorso ai giovani sulla Costituzione nata dalla Resistenza. Milano, 26 gennaio 1955

altri post di riferimento sull'argomento:

1.000 EURO DONATI AL COMUNE PER L'ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA

1 dicembre 2007 - Bagno di Romagna - DIDATTICA DELLA STORIA E LUOGHI DELLA MEMORIA

Recesso del Comune dall'Ist. Storico della provincia di Forlì-Cesena per la storia della resistenza ... SVILUPPI

C.C. 25/10/2007 Intervento di ISABELLA LEONI al punto 5 dell'odg

link utili:

La Costituzione della Repubblica Italiana

La Costituzione e la sua attualità a 60 anni dalla promulgazioneEventi e notizie sul 60° anniversario della Costituzione a partire da oggi, venerdì 23 novembre 2007

Il presupposto politico della Costituzione italiana: l'antifascismo.

Citazioni sulla Costituzione della Repubblica italiana

INIZIATIVE PER IL 60° ANNIVERSARIO DELL'ASSEMBLEA COSTITUENTE

http://www.memoteca.it/index.php









2007/11/22

1.000 EURO DONATI AL COMUNE PER L'ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA


Il momento della consegna dell'atto di donazione dei 1.050,00 € raccolti il 4 novembre u.s. grazie al contributo dei cittadini, al Sindaco del Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Francesca Metri (nella foro al centro di spalle) da parte dei rappresentanti dei Gruppi consigliari di minoranza, William Sanzani (a destra) Isabella Leoni (al centro) e Anna Maria Galassi (a sinistra).
Testimoni dell'atto di donazione Amalia Geminiani (nella foto a fianco della Galassi) e del Segretario comunale (di spalle)

ATTO DI DONAZIONE
I sottoscritti
- Isabella Leoni nata a Forlì il 7/11/1964 Cod. Fisc.: LNE SLL 64S47 D704K residente a Castrocaro Terme e Terra del Sole in Via Aldo Moro, 70, in qualità di consigliere comunale del Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole nonché capogruppo della lista civica "Partecipazione democratica"
- William Sanzani nato a FORLì IL 03/04/1958 Cod. Fisc.: SNZ WLM 58D03 D704V residente a Castrocaro T. in Via S. Samorì 11, in qualità di consigliere comunale del Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole nonché capogruppo della lista "Un futuro comune"
- Anna Maria Galassi nata a Forlì il 25/07/1594 Cod. Fisc.: GLS NMR 54L65 D704Z residente a Forlì in Via M. Bufalini, 20, in qualità di consigliere comunale del Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole nonché capogruppo della lista "Gruppo democratico per la libertà"
in nome e per conto dei cittadini, così come da copia di elenco allegato, che liberamente hanno contribuito alla raccolta di fondi a favore dell'Istituto storico della provincia di Forlì-Cesena per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, con il presente atto,
DONANO
al Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole la somma di € 1.055,89 raccolta nella giornata del 4 novembre 2007 con le seguenti finalità:
- revoca del recesso del Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole dalla posizione di socio dell'Istituto storico della provincia di Forlì-Cesena per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (delibera assunta in Consiglio Comunale il 25/10/2007 punto 5 dell'Odg);
- utilizzo della somma donata per il pagamento della quota annuale di € 129,11 fino a esaurimento della donazione stessa.
In attesa di accettazione da parte del Comune di Castrocaro Terme e Terra del Sole (che deve avvenire entro 20 giorni dalla ricezione della presente), la somma di € 1.055,89 è temporaneamente depositata su libretto di risparmio nr. 000028049108 intestato a Isabella Leoni, rilasciato il 14/11/2007 dall’Ufficio postale 27126 Castrocaro Terme, piazza Machiavelli n. 1.

Castrocaro Terme, il 15/11/2007 nella residenza municipale, alla presenza del Segretario Generale Comunale D.ssa Maria Pia Baroni e Amalia Geminiani e Giannelli, i quali garantiscono l'identità dei donanti Isabella Leoni, William Sanzani, Anna Maria Galassi.

In fede
Isabella Leoni William Sanzani Anna Maria Galassi.

23-24-25 NOVEMBRE 2007 - ROMA - ASSEMBLEA NAZIONALE DEGLI ENTI LOCALI CHE SPERIMENTANO PRATICHE PARTECIPATIVE

per visualizzare il programma clicca sull'immagine Si apre a Roma Dal 23 al 25 Novembre 2007 la 5° ASSEMBLEA NAZIONALE
DEGLI ENTI LOCALI CHE SPERIMENTANO PRATICHE PARTECIPATIVE - ESPERIENZE
LOCALI E RETI EUROPEE Vivere, curare, governare, smilitarizzare,
aprire il territorio. Quest’anno il percorso di analisi delle
esperienze ci porterà ad incontrare tantissime realtà del territorio
nazionale che sperimentano pratiche partecipative, impegnandosi in
progetti di inclusione sociale, di politiche di pace, di cooperazione
e integrazione dei migranti. Uno spazio importante sarà riservato alle
esperienze internazionali con contributi di grande rilievo.

La manifestazione è promossa dalla Rete del Nuovo Municipio in
collaborazione con Regione Lazio, Provincia di Roma, Comune di Roma,
Municipi IX, XI, con la partnership del Contratto Mondiale per l’Acqua
e, per la prima volta in Italia, il FAL (Forum Internazione delle
Autorità Locali). Il programma prevede un workshop sulle pratiche
partecipative con molti comuni della Regione Lazio, con la presenza
del Presidente della Regione Piero Marrazzo e l’Assessore al Bilancio
Luigi Nieri; nella seconda parte della giornata il tema sarà Movimenti
e Partecipazione, con un incontro aperto a tutte le vertenze
territoriali e i movimenti autorganizzati dal basso. I coordinatori di
questa sessione di lavoro saranno Anna Pizzo, Consigliera Regionale
del Lazio e Gianluca Peciola, Assessore al Municipio Roma XI.

I lavori proseguiranno con gli interventi dei rappresentanti delle
istituzioni locali, Enrico Gasbarra, Walter Veltroni, Andrea Catarci,
Susi Fantino e il Presidente della Rete del Nuovo Municipio, Alberto
Magnaghi, e il successivo passaggio di consegne al Sindaco della città
di Bergamo Roberto Bruni, per la 6° Assemblea Nazionale.

Nella giornata di sabato 24 Novembre ci sarà l’incontro che mette a
confronto le sperimentazione di pratiche partecipative su scala
regionale a partire dall’esperienza della Regione Toscana, che
presenterà il percorso di costruzione della prima legge regionale
sulla partecipazione. Parteciperanno tra gli altri, Agostino Fragai
Assessore Partecipazione Regionale Toscana, Niki Vendola Presidente
Regione Puglia, Elisabetta Mura Assessora Regione Abruzzo, Rita
Borsellino Consigliera della Regione Sicilia, Alberto Magnaghi
Presidente della Rete del Nuovo Municipio; coordineranno la sessione
Pierluigi Sullo Direttore di Carta e Rita Zanutel Vice Presidente
della Provincia di Venezia.


Dal pomeriggio presso la Città dell’Altraeconomia e l’Università di
Roma 3 si avvieranno i gruppi di lavoro: spazio ampio di analisi e
discussione per mettere a confronto le esperienze concrete degli molti
enti locali presenti.
I temi dei gruppi di lavoro saranno:


• CURARE IL TERRITORIO: BENI COMUNI, ENERGIA, RIFIUTI

• GOVERNARE IL TERRITORIO: ALTRAECONOMIA, DISTRETTI DI ECONOMIA
SOLIDALE, DECRESCITA

• VIVERE IL TERRITORIO: ALLOGGIO, MOBILITÀ, URBANISTICA, SERVIZI

• SMILITARIZZARE IL TERRITORIO: PACE, BASI MILITARI, SICUREZZA,
LEGALITÀ

• APRIRE IL TERRITORIO: INCLUSIONE E DIFFERENZA

• FORUM SULL’ACQUA

• FORUM INTERNAZIONALE DELLE CITTÀ PER LA PARTECIPAZIONE E
L’INCLUSIONE SOCIALE


Alle giornate parteciperanno inoltre Alice Lovelace, del National
Lead Staff Organizer United States Social Forum, Riccardo Petrella del
Contratto Mondiale per l’Acqua, Felipe Llamas del FAMSI, Marcia
Canario Consigliera Segreteria Presidenza del Brasile.

I lavori si concluderanno domenica 25 Novembre 2007 con i resoconti
dei gruppi di lavoro e una plenaria finale a cui parteciperanno tra
gli altri Irma Dioli, Osvaldo Pieroni, Isadora D’Aimmo, Alberto
Ziparo, Gabriella Stramaccioni, Luigi Merli, Anna Marson e Paolo
Cacciari, le giornate si concluderanno con la relazione finale di
Salvatore Amura Coordinatore Nazionale della Rete del Nuovo Municipio.





Per ulteriori informazioni
www.nuovomunicipio.org

--------------
Francesca Fondelli - Francesca Rispoli
Segreteria Associazione Rete del Nuovo Municipio

Piazza Farinata degli Uberti, Palazzo Pretorio, 50053 Empoli (FI)
Tel.(+39) 0571 757831
Cell.(+39) 3338381901
Fax (+39)0571 757724
e-mail segreteriaRNM@katamail.com - sito www.nuovomunicipio.org

1 dicembre 2007 - Bagno di Romagna - DIDATTICA DELLA STORIA E LUOGHI DELLA MEMORIA

riceviamo e volentieri pubblichiamo: